4. giu, 2018

La tela bianca. Meditazione per un dipinto ....

Il quadro animico
Siamo dinanzi alla tela bianca . Ci affacciamo a questa finestra sul nulla, contemplando la vertigine immobile che precede ogni possibile creazione. Questo teatro impassibile e capiente, dimostra il puro tessuto del vuoto. Esso è luogo dell’anima silenziosa, spazio aperto a ogni ricognizione, a ogni avventura. Per l’artista che si appresta all’opera, la tela vuota può essere una esperienza disorientante, ma è la necessaria premessa e anche una occasione di profonda meditazione………

……… poniamo la tela bianca sul cavalletto di fronte a noi e all’altezza della nostra visuale: Chiudiamo gli occhi e ascoltiamo il ritmo del respiro e il battito del cuore. Concediamoci di restare un po' nello spazio interiore, poi apriamo gli occhi e contempliamo la tela per 15 minuti, connettendoci con l’hara e con il respiro. L’attitudine è simile a quello dello zazen: semplicemente seduti o in piedi in silenziosa contemplazione. Al termine di questa fase, chiudendo gli occhi, portimo all’interno la visione della tela bianca …. lasciamo che si espanda liberamente nello spazio del cuore spirituale. Semplicemente osservando questo puro candore, lasciamo che vi affiorino spontaneamente percezioni di colori o di segni. Non forziamo assolutamente il processo, né cerchiamo di definirlo razionalmente, accogliamo tutto ciò che si presenta permettendogli la massima espressione. Si formeranno macchie di colore, segni di qualsiasi tipo, oppure immagini più complesse. Diamo una amorevole attenzione, nutrendo energeticamente ciò che sponaneamente si manifesta. Affiniamo la percezione rallentando e facalizzando l’osservazione su ogni immagine, cercando di sentire se vi è associata una particolare emozione. Talvolta il quadro interiore si fa turbinoso e cangiante, tanto che non riusciamo a fermarlo; in questo caso rimaniamo centrati e testimoniamo la roulette immaginativa, godendoci il girotondo fino a che si ferma. Gustiamo momento per momento l’opera dell’artista interiore, ignorando le interferenze della mente. Egli è folle e saggio: ogni sua svisatura, pur incomprensibile in senso ordinario, è manifestazione di una particolare onda di energia.
Quando sentiamo che è abbastanza, riapriamo gli occhi e, davanti alla tela apprestiamoci a dipingere ciò che abbiamo veduto. Non ha importanza che il dipinto sia identico all’immagine interiore, però rimaniamo intimamente connessi con il modello; ciò che vogliamo trasferire sulla tela non è tanto la forma di ciò che abbiamo contemplato, quanto il suo contenuto energetico. Se perdiamo il contatto, possiamo ristabilirlo ponendo la mano sinistra, ricettiva, sul cuore. Utilizziamo i colori che troviamo più adatti e dipingiamo con leggerezza e spontaneità, senza preoccuparci del risultato. Se rimaniamo rilassati il processo accade naturalmente.

da L'Artista Interiore - Satvat Sergio Della Puppa